Archivio per giugno, 2011

L’ANEMIA INFETTIVA EQUINA IN ITALIA, dal web di IHP

Posted in ITALIAN HORSE PROTECTION on 28 giugno 2011 by samilla

 

 

L’Anemia Infettiva Equina in Italia

(28 giugno 2011)

Italian Horse Protection Association con questo video intende denunciare l’ignoranza generalizzata sulla Anemia Infettiva Equina che viene ogni giorno dimostrata da ASL e Comuni, il terrorismo psicologico creato da questa ignoranza e l’inutile spreco di risorse del faraonico piano di controllo nazionale. Questo spreco porta con sé il dolore di un animale sociale costretto a vivere in isolamento separato dal suo compagno umano o l’orrore dei viaggi della morte verso il mattatoio.

VIDEO DA NON PERDERE:

 

 

 

 

L’Anemia Infettiva Equina è una malattia poco studiata; infatti fino a pochi anni fa tutti i cavalli riscontrati positivi venivano immediatamente macellati.

La malattia si trasmette attraverso insetti ematofagi (essenzialmente tabanidi) o per via iatrogena (attraverso strumenti veterinari infetti ma più in particolare i casi accertati in Italia di trasmissione iatrogena sono avvenuti attraverso emoderivati contaminati in un unico episodio nel 2006). I test attualmente utilizzati per determinare la positività alla malattia (ELISA e AGID o Coggins) rilevano unicamente l’avvenuto contatto tra il sistema immunitario dell’animale ed il virus. Secondo l’Associazione Nazionale dei Medici Veterinari Italiani, “i cavalli positivi presentano un livello di viremia generalmente insufficiente per la trasmissione della malattia tramite insetti ematofagi” (ANMVI, 25 novembre 2009), quindi i soggetti semplicemente positivi alla malattia non sono, in linea generale, fonte di contagio. Diverso è il caso dei soggetti realmente malati.

In Italia abbiamo un piano faraonico di controllo che, pur ridimensionato con l’ultima ordinanza in materia, ha fatto testare nel 2009 più di 200’000 tra cavalli, muli e bardotti con un dispiego di risorse immenso. Circa 300 di questi sono stati riscontrati positivi (Fonte: IZSLT Considerazioni conclusive “Piano di sorveglianza nazionale per l’anemia infettiva degli equidi” – Anno 2009). Dal punto di vista statistico, eliminando i dati anomali, abbiamo una percentuale di positività al di sotto dell’1%. Si stima prudentemente che almeno il 90% dei cavalli positivi non contrarrà mai la malattia e, quindi, non sarà mai una potenziale fonte di contagio. Considerando quanto detto abbiamo un rischio epidemiologico vicinissimo allo zero (per la procedura utilizzata per l’eliminazione dei dati anomali si veda il ns. articolo del 28 gennaio 2011).

Tutto ciò significa che ogni anno centinaia di equidi sono stati strappati al proprio compagno umano per avviarli ad un inutile isolamento o addirittura alla macellazione senza che questo comporti alcun beneficio per il patrimonio zootecnico nazionale, creando solo dolore e alimentando paure medioevali basate sull’ignoranza.

Tanto per fare una comparazione, si calcola che le percentuali di positività alla leshmaniosi nei cani siano circa del 2600% più alti alla positività dei cavalli nell’anemia infettiva. Ogni ragionevole compagno umano di un cane in Italia attua delle misure di prevenzione alla diffusione della leishmania ma a nessuno potrebbe mai venire in mente di isolare o uccidere tutti i cani positivi, eppure –a differenza della anemia infettiva- i cani positivi alla leishmaniosi sono contagiosi e talvolta anche verso gli umani.

Italian Horse Protection chiede al Ministero della Sanità che sia avviata una opera di educazione degli operatori istituzionali coinvolti e l’abrogazione del Piano Nazionale di Controllo destinando le risorse così risparmiate allo studio della malattia e delle cure per i (pochi) soggetti realmente malati.

articolo in originale:

http://www.horseprotection.it/dett_articolo.asp?id_a=297

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lettera di IHP per :Preoccupanti dichiarazioni del Sottosegretario Martini sul ddl Palii

Posted in ITALIAN HORSE PROTECTION on 26 giugno 2011 by samilla

DAL SITO WEB DI IHP:

 

 

Preoccupanti dichiarazioni del Sottosegretario Martini sul ddl Palii

(25 giugno 2011)

Ci hanno lasciati allibiti le dichiarazioni rilasciate il 22 giugno scorso dal Sottosegretario al Ministero della Salute, on. Francesca Martini, sull’annunciato decreto di legge che regolamenterà l’uso degli equini nei palii.

Il Sottosegretario, infatti, ha voluto rassicurare chi sfrutta i cavalli nei palii, dicendo che non ci sarà alcun divieto all’uso di frustini e speroni, aggiungendo che “chiunque va a cavallo conosce questi strumenti come utili e necessari per guidare l’animale”.

“La presentazione di un disegno di legge sui palii poteva costituire un ulteriore passo avanti rispetto ai positivi tentativi di regolamentazione rappresentati dall’Ordinanza Ministeriale del21 luglio 2009 voluta dalla stessa Francesca Martini” – dichiara Sonny Richichi, responsabile organizzativo di IHP. Invece queste dichiarazioni fanno fare enormi passi indietro: dire che frustini e speroni sono strumenti necessari significa sostenere ancora una cultura superata, basata sulla coercizione e sul contenimento dell’animale con l’uso di strumenti meccanici. Ci auguriamo che queste frasi non siano una reale convinzione del Sottosegretario, ma magari solo una cattiva interpretazione data dai giornali.”

Chi realmente conosce il cavallo (e quindi non semplicemente “va a cavallo”) sa quanto è fondamentale instaurare un rapporto fatto di rispetto e di un articolato linguaggio che porta umani ed equini a stabilire una relazione autentica: non più mero utilizzo ma condivisione. In tale equilibrio non servono frustini, speroni, imboccature e quant’altro l’uomo si sia inventato per piegare il cavallo alla sua volontà.

Tornando al ddl sui palii, c’è un altro aspetto che non convince affatto ed è legato alle verifiche sul doping.

Attualmente l’ordinanza palii pone un divieto di trattamento degli equidi con sostanze ad azione dopante ma non specifica la tipologia dei controlli, che vengono effettuati dal comitato organizzatore sulla base dei propri regolamenti: cioè in pratica è il singolo comitato organizzatore che decide se e come applicare una procedura di controllo antidoping, in quanto non esiste una procedura valida per tutti né, a quanto sembra, essa viene presa in considerazione nel disegno di legge prossimo alla presentazione.
Si tratta di una “autocertificazione” che fa il comitato organizzatore, in una materia che invece è delicatissima perché rappresenta uno dei principali rischi legati ai palii e che andrebbe quindi regolamentata a dovere.

In particolare, relativamente a quanto scritto nell’Art. 2 comma 4 dell’ordinanza “il comitato organizzatore è responsabile dell’applicazione del presente articolo”, vengono spontanee alcune domande, alle quali fino ad oggi il Ministero non ha dato risposta:

• Chi esercita la vigilanza ed il controllo sulle procedure antidoping?
• A quale laboratorio indirizzare i campioni?
• Chi effettua i prelievi ai cavalli?
• Chi effettua i prelievi ai fantini/cavalieri/guidatori?
• A chi compete il costo delle analisi ?
• Qual è la percentuale dei cavalli da sottoporre ai controlli rispetto ai partenti e quale quella dei guidatori/fantini/cavalieri?

Auspichiamo, come più volte detto, che in questo importante processo di regolamentazione dei palii vengano coinvolte di più le associazioni, altrimenti si rischia di fare l’interesse di chi vede nei cavalli solo una possibilità di sfruttamento e di divertimento a loro discapito. Infatti, già gli organizzatori del Palio di Siena gongolano alla notizia che il ddl potrebbe essere una fotocopia dell’Ordinanza Ministeriale. Peccato che il sindaco Cenni non abbia mai risposto alla nostra lettera dell’agosto dello scorso anno, in cui gli chiedevamo notizie dei cavalli Leggenda di Gallura, Lillos e Giove Deus, quest’ultimo abbattuto dopo un incidente.

RICORDO CHE CHIUNQUE ACQUISTI O SCARICHI I MIEI ROMANZI SU LULU.COM DONERA’ 50 CENTESIMI ALL’ASSOCIAZIONE IHP:

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IL SITO DELL’ASSOCIAZIONE:
http://www.horseprotection.it/

AURORA, IL SOGNO DELLA LIBERAZIONE. un film di Piercarlo Paderno

Posted in FILM sulla liberazione animale on 22 giugno 2011 by samilla

Aurora

Aurora – Il Sogno della Liberazione, è un film diretto da Piercarlo Paderno che racconta la storia di una ragazza che entra a far parte di un gruppo che libera gli animali dai laboratori.

Comincerà cosi il viaggio di Aurora all’interno di un mondo dove la giustizia non ha niente a che fare con la legge, e dove la lotta per la libertá viene prima di qualsiasi cosa.
Un film delicato ed intenso che coinvolge per la forte tematica sociale su cui tutti siamo tenuti a riflettere.

IL WEB DELLA CASA CINEMATOGRAFICA E DEL REGISTA:

http://www.auroramovie.com/

IL TRAILER:

Aurora, il sogno della liberazione. Intervista al regista Piercarlo Paderno da “IL CAMBIAMENTO”

Presentato per la prima volta a Brescia il 3 aprile scorso all’interno della rassegna cinematografica ecologista Ambient Film Festival, ‘Aurora’ non è un film solo per gli animalisti. Il regista, Piercarlo Paderno, con un linguaggio comprensibile a tutti, con la scelta stilistica di non inserire immagini cruente, attraverso la dimensione onirica del ‘risveglio’ della protagonista, vuole arrivare al grande pubblico per raccontare il percorso nascosto e poco conosciuto degli animali liberati dai laboratori di vivisezione. Un film delicato, intenso, che spinge lo spettatore a riflettere sui diritti degli animali.

di Tamara Mastroiaco – 9 Maggio 2011

locandina aurora
“Aurora” parla di una studentessa universitaria che entra a far parte di un gruppo di attivisti il cui obiettivo è liberare gli animali dai laboratori di vivisezione

Piercarlo Paderno, giovane regista bresciano, dopo essersi cimentato nella realizzazione di video musicali, documentari e corti, approda al grande schermo con il suo primo lungometraggio Aurora, girato in digitale e prodotto dalla Medea Produzioni. Il film parla di una studentessa universitaria (Aurora, appunto) che per puro caso entra a far parte di un gruppo di attivisti; il loro obiettivo è liberare gli animali dagli stabulari dei laboratori di vivisezione.

Piercarlo, Aurora è il personaggio chiave del film. Chi è? È realmente esistita?

Aurora è un personaggio di fantasia e non posso dire di essermi ispirato per la sua creazione ad uno dei tanti eroi della storia della liberazione animale.

Aurora è nata dalla voglia di combinare i tratti di una ragazza comune dal carattere allegro e naïf con quelli dell’eroina classica (Jeanne d’Arc per intenderci). Questo personaggio (come Alice nel paese delle meraviglie) viene scaraventato per una serie di casuali eventi e bianconigli vari, in un mondo che non conosceva e ne viene subito conquistato. Aurora è una comune studentessa che arriva a compiere delle scelte pur non avendo alle spalle un background di attivismo.

Da un giorno all’altro si unisce ad un gruppo di animalisti conosciuti per caso e insieme a loro sceglie dichiaratamente di infrangere la legge per liberare gli animali, di restituire agli animali stessi una vita dignitosa. Il personaggio di Aurora cresce e si delinea attraverso i suoi sogni. Il film è basato sull’attività onirica della protagonista; saranno i suoi sogni e il suo subconscio a suggerirle come muoversi, ad indicarle il cammino da compiere senza paura. Aurora arriverà a mettere la vita di altri esseri viventi prima della sua stessa vita e simbolicamente rappresenta e omaggia tutti coloro che costantemente si battono e lottano per dare voce a chi non ce l’ha.

aurora scena film
“Volevo provare a raccontare il mondo di chi libera gli animali dai laboratori “

Il tuo è un film indipendente, controtendenza. Quali difficoltà hai dovuto affrontare per realizzarlo?

La prima difficoltà che si incontra nel voler produrre un film indipendente è ovviamente il problema economico, trovare i soldi per far partire una macchina che necessita di tante risorse. Nonostante il budget irrisorio siamo riusciti a dar vita a questo progetto nato dalla mia volontà di creare un film su un tema etico ma che fosse etico a sua volta. Volevo affrontare il tema della liberazione animale, di chi rischia la propria libertà e la propria vita per salvare gli animali stessi, pur sapendo che avrei affrontato un tema fortemente snobbato dalle grandi produzioni e dalle case di distribuzione.

Nonostante sia un film indipendente ci siamo avvalsi quasi totalmente di attori professionisti che abbiamo selezionato tra le varie accademie e scuole del nord italia. Nel cast, ci sono diversi giovani talenti che hanno alle spalle ruoli primari nei diversi teatri italiani e che fanno il loro debutto sul grande schermo: tra questi Giulia Cailotto (Aurora), Ilaria Salonna (nel ruolo di Sara), Gabriele Ranghetti (Samuele) e Alfredo Gabanetti (l’Ispettore Brigante). Sono soddisfatto di come abbiamo collaborato e credo che per alcuni di loro ci saranno altri ruoli cinematografici nei quali dovranno cimentarsi, non sarà certo l’ultimo film.

Si parla, dunque, di liberazione animale. Qual è il messaggio che vuoi far arrivare allo spettatore che assisterà alla proiezione?

Volevo provare a raccontare il mondo di chi libera gli animali dai laboratori (un tema a me molto caro), senza la pretesa alcuna di stare a raccontare la sola e unica realtà, ma semplicemente la mia visione, come è normale che sia. Insieme a Kai Ortolani, che mi ha affiancato in fase di scrittura, abbiamo provato a immaginare chi sono, cosa possono pensare e dire le persone che compiono questi atti, perché li compiono e dove vengono portati gli animali una volta liberati. Spesso sentiamo dire che vengono lasciati nei prati regalandogli una morte certa ma non è assolutamente vero.

Abbiamo lavorato alla stesura della sceneggiatura per quasi due anni con un approccio non totalmente animalista; parallelamente, infatti, abbiamo anche provato a immedesimarci in coloro che per lavoro invece si trovano dall’altra parte della barricata, raccontando anche la storia di chi deve contrastare questo fenomeno e arrestare chi commette queste azioni. Attraverso i dialoghi tra i poliziotti possiamo captare qual è il pensiero comune della gente che sta al di fuori del mondo animalista.

Non ho affrontato l’argomento come se fosse un documentario divulgativo; ho preferito la forma del film di intrattenimento perché desideravo raccontare una storia verosimile, volevo descrivere cosa potrebbe accadere a quei ragazzi che decidono di fare il salto, violando dichiaratamente la legge, rifiutandosi di rispettarla pur di regalare una vita dignitosa ad un animale, di offrirgli la libertà sottratta o il rispetto dovuto.

Samuele, il leader carismatico del gruppo, in una sua battuta dice: “La giustizia non ha niente a che fare con la legge”. Questa semplice frase racchiude quello che è il loro sentimento. Ciò che per loro è giusto e doveroso fare non collima con quello che stabilisce la legge o con il senso di giustizia comune di molte persone. La vivisezione è un crimine legalizzato e il divario tra ciò che è giusto e ciò che è legale, è mostruoso.

Non credo esista un solo messaggio che debba passare con il film, tocca vari temi e sono certo che ogni persona vedrà dentro il film stesso una propria personale visione che non necessariamente deve convergere con la mia.

animali vivisezione
“La vivisezione è un crimine legalizzato e il divario tra ciò che è giusto e ciò che è legale è mostruoso”

Nel trattare l’argomento hai scelto di non utilizzare immagini cruente. Perché?

Fondamentalmente perché nel film racconto la vita di chi libera gli animali e di cosa succede a questi animali una volta usciti dai laboratori; mi interessava focalizzare l’attenzione proprio su questi aspetti. Ho scelto di non trattare, se non marginalmente, la vivisezione perché credo che lo spettatore abbia già un idea vaga di cosa sia (anche perché nel web si possono trovare tanti video e tante immagini che possono informarci sull’argomento), mentre credo che la maggior parte della gente sia completamente all’oscuro o ignori il mondo della liberazione animale.

Spesso poi le immagini cruente hanno il solo effetto di far distogliere lo sguardo dallo schermo o di precludere la visione del film, mentre un approccio più soft può permettere a tutti di seguire un film su un argomento decisamente impegnativo. Le uniche immagini forti (a parte i tre secondi di repertorio) sono quelle che mostrano gli animali in gabbia. Le scene sono ricostruite e sono stati utilizzati animali salvati dai laboratori di vivisezione, animali che sanno cosa vuol dire stare a lungo in una gabbia. Mentre giravamo ci faceva rabbrividire vederli nuovamente prigionieri e ci rattristava fargli rivivere le stesse sensazioni, anche se, va precisato, gli animali sono rimasti in gabbia per una decina di minuti in tutto, sempre con la vicinanza dei propri compagni umani e non hanno vissuto la cosa come uno stress.

Per la distribuzione avete pensato solo al mercato italiano o anche a quello estero? Quali strategie avete individuato per promuovere il film?

Il film è già disponibile in versione sottotitolata in inglese e sono in preparazione la versione spagnola e francese; al momento stiamo organizzando anche alcune presentazioni fuori Italia, sia in festival che in serate di presentazione del film stesso. Successivamente, superata la prima fase di distribuzione sarà rilasciato in licenza libera Creative Commons e scaricabile online o distribuito in digital download e in dvd-blu ray, previa offerta facoltativa.

scena aurora
“Nel film racconto la vita di chi libera gli animali e cosa succede a questi animali una volta usciti dai laboratori”

Quindi il film non ha finalità di lucro?

No esatto, l’intero ricavato sarà destinato all’associazione animalista VitaDaCani Onlus per finanziare il progetto di recupero di animali da laboratorio DL4 e per il progetto di recupero animali da allevamento Porcikomodi.

Due paroline su questi progetti?

Il primo progetto DL4 di Vitadacani Onlus riscatta gli animali (non sempre è possibile) utilizzati in determinati esperimenti che possono essere anche parzialmente recuperati per evitare che vengano soppressi a fine sperimentazione. Quando gli animali arrivano al rifugio devono essere recuperati psicologicamente e quando possibile vengono affidati a famiglie che si sono offerte di adottarli.

Perché il progetto si chiama DL4?

Per ricordare il DL50 (acronimo di Dose Letale 50) il test di tossicità più diffuso e utilizzato al mondo per misurare il grado di tossicità di una sostanza. In tossicologia DL50 si riferisce alla dose di una sostanza somministrata in una sola volta, in grado di uccidere il 50% di una popolazione di cavie.

Il progetto Porcikomodi invece?

Porcikomodi non è altro che un rifugio per animali di ogni specie. Gli animali detti nocivi come topi e ratti oppure gli animali da reddito o da carne come le mucche, le capre, i maiali, le oche. Un luogo dove nessuno li tratterà come macchine da lavoro, come indumento, come cibo e dove ci sono persone che si prendono cura di loro. Il progetto è dedicato a tutti gli animali che ancora sono un numero (sia esso marchiato a fuoco sul corpo o piantato ad un orecchio). Le persone che hanno dato vita a questo progetto sognano un mondo nel quale maiali, conigli, vitelli, ratti siano finalmente liberi.

Per quale motivo e come ti sei avvicinato all’attivismo animalista?

Mi ci sono avvicinato attorno ai vent’anni, nel diventare vegan, mi è venuto normale pensare di fare qualcosa di concreto per aiutare gli animali al di là della scelta personale di non mangiarli. Personalmente in questi anni ho capito che tutti quelli che fanno qualcosa per gli animali sono utili, da chi pulisce la gabbie nei canili a chi libera i topi nei laboratori, l’importante è fare qualcosa e cercare nel proprio piccolo di migliorare le cose.

Pensi che nei tuoi prossimi lavori affronterai nuovamente tematiche animaliste?



Sinceramente non credo, in Aurora ho messo molte delle mie idee in ambito animalista e credo che nei prossimi lavori cercherò di affrontare argomenti diversi, e non necessariamente di carattere sociale. Mi auguro però che nel cinema si affrontino sempre più spesso tematiche legate agli animali e spero di vedere altri film etici.



link intervista:

http://www.ilcambiamento.it/vivisezione/aurora_intervista_regista_piercarlo_paderno.html

A.L.F Animal Liberation Front, un film di Jerome Lescure

Posted in FILM sulla liberazione animale on 20 giugno 2011 by samilla

 

DALLE PAROLE DEL REGISTA:

“Questo genere di storie non ha frontiere. Può svolgersi in Francia, in Inghilterra, in America come in Italia…La spossatezza e la sofferenza degli animali (in modo particolare quelli rinchiusi nei laboratori) è sistematicamente nascosta, dissimulata, allontanata dalla vista. Il fine di questo film è quello di dare accesso all’argomento a qualisiasi persona di qualsiasi età e classe sociale…”

http://www.alf-lefilm.fr/jerome_lescure.html

L'histoire du film ALF, Animal Libération FrontDI PROSSIMA USCITA IN FRANCIA E IN TUTTO IL MONDOTRAILER:SITO WEB DELLA CASA CINEMATOGRAFICA, GIA’ IMPEGNATA NELLA LOTTA ALLA TAUROMACHIA:http://www.minotaurefilms.com/

UN RAID DRITTO AL CUORE su tuttosuilibri

Posted in PRESS NEWS on 19 giugno 2011 by samilla

Segnalazione: UN RAID DRITTO AL CUORE di Samanta Catastini

Un libro che gli amanti degli animali non possono perdere
UN RAID DRITTO AL CUORE
DI
SAMANTA CATASTINI
Titolo: Un raid al cuore
Autore: Samanta Catastini
Editore: Sangel Edizioni
 Contenuti:
Si può rischiare la propria vita per salvare animali da laboratorio, o destinati al macello? Elettra se lo è chiesto molte volte durante la sua vita, senza mai avere dubbi sulla risposta: decisamente affermativa!
Quando scopre che Duccio, il suo fidanzato, è un attivista impegnato in questa lotta impari, non ci pensa neppure un attimo a seguirlo. Vedrà la dura realtà e dovrà combattere con se stessa per non svenire ogni volta che guarda quegli occhi indifesi, maltrattati, sfiniti da inutili esperimenti.
Un romanzo che si presenta come una favola rispetto a quello che accade a nostra insaputa ogni giorno sulla pelle di questi poveri animali destinati a morire nelle più atroci sofferenze.
Un assaggio per indurre alla curiosità il lettore…

 

https://unraiddrittoalcuore.wordpress.com/

Samanta Catastini parla di sè…

Sono traduttrice freelance (spagnolo, francese, portoghese e inglese) e scrittrice per riviste femminili a tiratura nazionale. La mia vera anima però è quella animalista, estremamente dedita alla cura e alla possibile salvezza di qualsiasi animale. Ho sette gatti, un coniglio, due cavalli, un cane, un acquario, una colonia di felini da accudire e circa una decina di altri gatti randagi che ogni notte vengono alla mia porta per sfamarsi. Non sopporto i sopprusi e lo sfruttamento degli animali, esseri indifesi e superiori a noi uomini per la loro purezza d’animo. Combatto nel mio piccolo l’orrida inutilità della vivisezione… Sono volontaria della Scuderia Unicorno, dove cerchiamo di dare una seconda vita a cavalli che spesso non hanno assaporato neppure la prima…
PER LEGGERE ARTICOLO IN ORIGINALE: http://www.tuttosuilibri.com/2011/06/segnalazione-un-raid-dritto-al-cuore-di.html

UN RAID DRITTO AL CUORE sul blog della scrittrice SILVIA SCIBILIA

Posted in PRESS NEWS on 17 giugno 2011 by samilla

Un raid dritto al cuore è il titolo dell’ultimo romanzo di Samanta Catastini, edito da Sangel nel quale tratta dell’attività di tanti volontari che lavorano anche a rischio dell’incolumità fisica per liberare gli animali sottoposti a sevizie nei laboratori scientifici o trattati crudelmente dai loro padroni

Si può rischiare la propria vita per salvare animali da laboratorio, o destinati al macello? Elettra se lo è chiesto molte volte durante la sua vita, senza mai avere dubbi sulla risposta: decisamente affermativa! 
Quando scopre che Duccio, il suo fidanzato, è un attivista impegnato in questa lotta impari, non ci pensa neppure un attimo a seguirlo. Vedrà la dura realtà e dovrà combattere con se stessa per non svenire ogni volta che guarda quegli occhi indifesi, maltrattati, sfiniti da inutili esperimenti. 
Un romanzo che si presenta come una favola rispetto a quello che accade a nostra insaputa ogni giorno sulla pelle di questi poveri animali destinati a morire nelle più atroci sofferenze 

Il link del blog di riferimento e della casa editrice Sangel
https://unraiddrittoalcuore.wordpress.com/

http://eshop.sangeledizioni.com/pages/detail_pro.php?idp=79

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link articolo: http://silylu.splinder.com/post/24721700/un-raid-dritto-al-cuore

su PASSIONCATS…

Posted in PRESS NEWS on 17 giugno 2011 by samilla

DAL BLOG DI PASSIONCATS:

 

Entusiasta di promuovere questo interessante e significativo libro di SamantaCatastini,
volontaria,traduttrice e scrittrice freelance.
Samanta è una fantastica toscana amante deglia nimali che vive nelle nostre bellisime campagne assieme
ai suoi 2 cavalli, 7 gatti , un cane, un acquario e un meraviglioso coniglietto!
Oltre ad accudire una colonia di felini ogni benedetto giorno dell’anno…
http://samantacatastini.blogspot.com
Si può rischiare la propria vita per salvare animali da laboratorio, o destinati al macello? Elettra se lo è chiesto molte volte durante la sua vita, senza mai avere dubbi sulla risposta: decisamente affermativa!
Quando scopre che Duccio, il suo fidanzato, è un attivista impegnato in questa lotta impari, non ci pensa neppure un attimo a seguirlo. Vedrà la dura realtà e dovrà combattere con se stessa per non svenire ogni volta che guarda quegli occhi indifesi, maltrattati, sfiniti da inutili esperimenti.
Un romanzo che si presenta come una favola rispetto a quello che accade a nostra insaputa ogni giorno sulla pelle di questi poveri animali destinati a morire nelle più atroci sofferenze.
Un assaggio per indurre alla curiosità il lettore…
link:     http://passioncats.blogspot.com/2011/06/leggere-e-amarlisamanta-catastini-un.html