Archivio per ottobre, 2011

GUERRA FRA BRAMBILLA E GREEN HILL

Posted in NEWS ANIMALISTE on 31 ottobre 2011 by samilla

 

 

Il ministro del Turismo
ha fatto un’esposto
alla procura di Brescia contro l’allevamento di beagle
utilizzati per esperimenti

 

«Non può trovare spazio in un grande paese civile quale è l’Italia». E’ netto l’attacco che il ministro Michela Brambilla ha lanciato nei confronti di Green Hill, l’allevamento di beagle di Montichiari poi utilizzati per esperimenti. E dalle parole è passata anche ai fatti: l’esponente del goberno ha denunciato la struttura alla procura della repubblica di Brescia e ai Nas, ipotizzando il “reato di maltrattamento e danni all’immagine nazionale”. Nell’esposto il ministro chiede controlli e interventi sulle condizioni in cui vivono i cani, e sulle sperimentazioni “in vivo” condotte nell’allevamento, anche in vista di un eventuale sequestro degli animali.

A darne notizia è lo stesso ministero, spiegando che il ministro Brambilla, «ha inoltrato questa mattina un esposto alla Procura della Repubblica di Brescia, al Comando nazionale dei Carabinieri Tutela della Salute e al nucleo dei Nas di Brescia, richiedendo in forma ufficiale un intervento per accertare – all’interno dell’allevamento di cani Beagle destinati alla sperimentazione “in vivo” Green Hill, di Montichiari (BS) – “violazioni della normativa statale e regionale in materia di tutela del benessere degli animali di affezione” oltre a “violazioni della disciplina igienico sanitaria nonché di quella concernente il decreto legislativo n. 116 del 1992” sulla protezione di animali utilizzati a fini sperimentali, anche al fine di ‘adottare idonei provvedimenti di natura cautelare’, compreso il ‘sequestro degli animali detenuti nella struttura».

«Da diverse settimane – si evidenzia nell’esposto – i media garantiscono ampia risonanza all’indignazione di moltissimi cittadini che denunciano le condizioni di maltrattamento fisico e psicologico, in cui vengono detenuti, nell’allevamento “Green Hill”, migliaia di cani, appartenenti alla razza beagle, destinati ad essere utilizzati a fini di sperimentazione “in vivo”. Tali proteste hanno dato luogo anche alla costituzione di movimenti animalisti spontanei, volti a sottoporre all’attenzione delle autorità competenti la situazione in cui si trovano i suddetti animali, e anche il ministro del Turismo è stato destinatario di numerose denunce circa la realtà in oggetto».

«Le condizioni, a dir poco insalubri, in cui vivono in chiaro sovraffollamento i Beagle di “Green Hill” – continua la nota – costituiscono circostanza che, al di là della sua intrinseca gravità (configurando il maltrattamento di animali, come noto, un reato), produce un gravissimo pregiudizio all’immagine del nostro Paese; non vi è, infatti, chi non veda come il maltrattamento degli animali, anche di quelli allevati per essere destinati alla sperimentazione “in vivo” (fatto peraltro che contribuisce a peggiorare la situazione in quanto la pratica della vivisezione è fortemente censurata dall`opinione pubblica), sia tale da trasmettere un’immagine del tutto negativa del nostro Paese, in particolare presso i turisti stranieri, depotenziandone, in modo rilevante, anche l’appeal turistico».

Il ministro Brambilla, presidente del comitato per la creazione di un’Italia Animal Friendly, da lei stessa istituito al ministero del Turismo, «ha – ricorda il ministero – recentemente ottenuto, nella commissione Affari sociali della Camera, l’approvazione di un emendamento alla legge comunitaria 2011, che concretamente promuove lo sviluppo di metodi alternativi per superare definitivamente la sperimentazione animale, limita l’applicazione di tale pratica, garantisce nuove tutele agli animali utilizzati e soprattutto vieta l’allevamento di cani, gatti e primati destinati alla vivisezione su tutto il territorio nazionale”. Per questo, il ministro Brambilla ha denunciato agli organi competenti una situazione che “configura ipotesi di reato”, oltre ad “offendere il sentimento collettivo di amore e rispetto per gli animali ed i loro diritti proprio della grande maggioranza dei cittadini».

fonte: http://www3.lastampa.it/lazampa/articolo/lstp/427341/

Annunci

IHP lancia una petizione internazionale per il divieto dell’uso di equidi nei palii

Posted in ITALIAN HORSE PROTECTION on 21 ottobre 2011 by samilla

 

IHP lancia una petizione internazionale per il divieto dell’uso di equidi nei palii

(15 ottobre 2011)

Dopo aver preannunciato iniziative per fermare lo sfruttamento degli animali nei palii, l’Italian Horse Protection association passa all’azione e lancia una petizione internazionale indirizzata al Presidente del Consiglio, al Ministro della Salute, al Ministro del Turismo e al Sottosegretario al Ministero sella Salute.

Come è ben noto, gli animali utilizzati nei palii sono quasi sempre equini. L’utilizzo dei cavalli e, in minor misura, degli asini, è giustificato dagli organizzatori con una “tutela della tradizione e della cultura”, aggiungendo che gli animali utilizzati sono amati e rispettati. In realtà l’uso degli animali ha una valenza spettacolare ed economica: lo dimostrano le grosse cifre intorno al palio di Siena e ad altri palii molto conosciuti. Lo dimostra anche il fatto che gli stessi cavalli vengono utilizzati in più palii e che i fantini sono considerati ormai dei “professionisti” di queste competizioni. I tantissimi cavalli morti per incidenti, abbattuti a seguito di gravi ferite o scomparsi nel nulla testimoniano che l’attaccamento agli animali è solo un argomento di facciata.

I cavalli vengono regolarmente fatti correre su percorsi inadatti, allestiti utilizzando normali vie cittadine ricoperte di sabbia o tufo (anche se ci sono casi estremi, come ad esempio Ronciglione, dove i cavalli vengono fatti correre sull’asfalto). Nel palio più famoso, quello di Siena sono morti almeno 49 cavalli negli ultimi anni (stando alle notizie ufficiali, ma ci sono tantissimi cavalli infortunati, in gara o in prova, dei quali non si è saputo più nulla); le condizioni in cui i cavalli sono costretti a correre sono una garanzia di incidente.

In Italia queste manifestazioni sono escluse dall’ambito di applicazione della legge del 2004 contro il maltrattamento di animali. Dal 2009 esiste un’Ordinanza Ministeriale (cioè un provvedimento provvisorio deciso dal Ministero della Salute, con un’efficacia molto ridotta rispetto a una Legge) che impone agli organizzatori alcune misure minime per la sicurezza degli animali e del pubblico: ricoprire la pista con materiale idoneo ad attutire l’impatto degli zoccoli, proteggere il percorso con adeguate paratie, garantire la presenza di un medico veterinario ippiatra, di un mezzo di trasporto per cavalli e generiche misure antidoping. Queste misure non sono state però sufficienti ad evitare che tanti cavalli morissero in questi due anni. A dimostrazione di come l’Ordinanza sia uno strumento debole e facilmente scavalcabile, la Regione Toscana ha recentemente approvato una legge regionale che consente lo svolgimento di corse di asini su asfalto: ciò è avvenuto a seguito delle pressioni degli organizzatori, che ritengono troppo oneroso preparare le piste con materiali idonei.

L’obiettivo finale di IHP è il divieto dell’utilizzo di animali nei palii, che sarebbero manifestazioni bellissime, se non fossero rovinate dallo sfruttamento di animali e soprattutto di cavalli. In Italia le voci di protesta dei cittadini e dei turisti indignati sono ignorate dalle nostre Istituzioni: per questo vogliamo attirare l’attenzione dell’opinione pubblica internazionale, per far capire ai nostri politici che sfruttare e far morire gli animali per il pubblico divertimento non è tutela delle tradizioni, ma solo arretratezza culturale che danneggia anche l’immagine del nostro Paese.

La petizione è presente sul sitohttp://www.horseprotection.it/dett_petizioni.asp?id_a=353dove è possibile firmare online: la raccolta firme terminerà ad aprile 2012 e per quel periodo stiamo valutando di organizzare una manifestazione.

Tante associazioni straniere hanno già aderito al nostro invito e sosterranno la petizione, divulgandola tra i loro sostenitori.

Le associazioni italiane che hanno a cuore il benessere degli equini e vogliono affiancarci in questa battaglia possono inviarci un’e-mail all’indirizzo ihp@horseprotection.it

Elenco delle associazioni che hanno già aderito alla campagna:

AISPA – Anglo Italian Society for the Protection of Animals -UK
ANDA – Asociaciòn Nacional para la Defensa de los Animales – ES
Cretan Animal Welfare Group – GR
Equine Welfare Alliance – USA
NetAP – CH
One Voice – FR
Viva! – PL

8hours, continua la raccolta firme: raggiunta quota 500’000!

Posted in ITALIAN HORSE PROTECTION on 13 ottobre 2011 by samilla

 

8hours, continua la raccolta firme: raggiunta quota 500’000!

DAL SITO DI ITALIAN HORSE PROTECTION: http://www.horseprotection.it/dett_articolo.asp?id_a=334

Procede a grandi passi la raccolta firme per sostenere la campagna “8hours”, lanciata dall’associazione tedesca Animals’ Angels e dall’europarlamentare danese Dan Jørgensen per limitare la durata dei trasporti degli animali destinati al macello. Anche Italian Horse Protection è impegnata in questa importante battaglia, insieme alle principali associazioni animaliste e protezioniste europee.

L’obiettivo finale, previsto per il 4 novembre, è il raggiungimento di un milione di firme in tutta Europa.

Per quanto riguarda l’Italia, sono tante le firme raccolte ma siamo convinti che si debba fare molto di più, per dare un forte segnale di cambiamento. L’Italia, infatti, è uno dei Paesi maggiormente attraversati da questi “viaggi della morte”: TIR carichi di animali destinati al mattatoio, costretti a lunghi ed estenuanti viaggi durante i quali patiscono fame, sete, condizioni insostenibili e spesso ferimenti.

Da molti anni i volontari di Animals’ Angels compiono investigazioni su questi trasporti, seguendo i camion sin dalla partenza e fino alla destinazione finale, documentando con foto e video ciò che avviene durante il viaggio e denunciando gli abusi a cui sono sottoposti.
E noi…quando vediamo un camion per il trasporto di animali in autostrada, ci chiediamo chi c’è dentro e in quali condizioni?

Adesso, tutti insieme, dobbiamo dire basta a questa inciviltà, dettata solo dalla convenienza economica di alcuni: ogni cittadino può far sentire la propria voce in questa iniziativa, semplicemente sottoscrivendo la petizione sul sito www.8hours.eu oppure scaricando i moduli per la raccolta di firme cartacee, da inviare poi a IHP o a Animals’ Angels.

L’albero delle gocciole ha recensito UN RAID DRITTO AL CUORE…

Posted in PRESS NEWS on 7 ottobre 2011 by samilla


Titolo: Un raid dritto al cuore Autrice: Samanta Catastini
Casa editrice:  Sangel edizioni Pagine: 118
Prezzo: € 12,00


La trama:

Si può rischiare la propria vita per salvare animali da laboratorio, o destinati al macello? Elettra se lo è chiesto molte volte durante la sua vita, senza mai avere dubbi sulla risposta: decisamente affermativa! Quando scopre che Duccio, il suo fidanzato, è un attivista impegnato in questa lotta impari, non ci pensa neppure un attimo a seguirlo. Vedrà la dura realtà e dovrà combattere con se stessa per non svenire ogni volta che guarda quegli occhi indifesi, maltrattati, sfiniti da inutili esperimenti. Un romanzo che si presenta come una favola rispetto a quello che accade a nostra insaputa ogni giorno sulla pelle di questi poveri animali destinati a morire nelle più atroci sofferenze.

La mia recensione 
Un raid dritto al cuore di Samanta Catastini è un piccolo romanzo davvero particolare che non lascia indifferenti chi lo legge. Già apprezzata scrittrice di romanzi e storie romance, la Catastini questa volta ci racconta una storia dolorosa, che sveglia le menti intorpidite e che ha come protagonista un tipo diverso di amore, quello per gli animali, esseri troppo spesso vittime della violenza umana spietata e gratuita.
Elettra, giovane designer fidanzata con Duccio, ama i suoi animali, il coniglio Pinco e la gatta Nerina, e sebbene è a conoscenza di quello che fanno scienziati e case di cosmetici ai poveri animali che fungono da cavie non si è mai decisa a fare qualcosa per loro. Ma Duccio sconvolgerà la sua vita e la condurrà all’interno di un fronte di lotta, l’A.L.F. Fronte Liberazione Animali, che la scaraventerà in un mondo di povere bestie massacrate in nome della scienza, dove sostanze nocive, aghi e brutalità si uniscono a gabbie sporche e claustrofobiche.
La forza con cui Samanta Catastini ci racconta questi scempi fanno aprire gli occhi e smuovono anche il cuore più duro. Nelle descrizioni di queste “cliniche della morte” si sente tutta la ferocia dell’uomo che si accanisce sul più debole, sull’indifeso, su quello che non ha voce. Fa male leggere le descrizioni di come vengono trattati questi animali e il personaggio di Elettra con la sua fragile ma al tempo stesso risoluta determinazione a fare qualcosa ci dà un grande insegnamento.
Le pagine che ci narrano questa storia non sono molte, ma sono sufficienti a istillare dentro di noi il dubbio su ciò che ci circonda, cosa compriamo, cosa mangiamo. Samanta Catastini è da tempo attenta al mondo animale e alla sua tutela e questo suo nuovo romanzo ci trasmette tutta la sua passione.
I veri protagonisti di Un raid dritto al cuore sono loro gli animali, le loro emozioni non espresse verbalmente ma altrettanto tangibili; gli uomini presenti in questa storia sono delle figure sì importanti eppure acquistano il loro spessore e la loro forma proprio in virtù del loro contatto con gli animali e il loro fervente attivismo nel cercare di salvarli.
Chi si aspettava che il nuovo romanzo della Catastini fosse un romanzo d’amore, non resterà comunque deluso da questa storia; la potenza dell’amore è pienamente espressa in questo libro solo che assume connotati diversi. È un amore grande quello che ci viene raccontato e arriva dritto al cuore, come ci suggerisce lo stesso titolo.
Inoltre nell’introduzione abbiamo modo di leggere, vedere e documentarci sull’A.L.F. e su cosa questi uomini e queste donne sono disposti a rischiare pur di salvare qualche vita animale e lanciare un messaggio che non resta in ascoltato. Questa forse è solo una piccola parte del mondo nascosto dietro un passamontagna, dietro a quella copertura ci sono i volti di persone che compiono raid non per un banale gusto terroristico, bensì per urlare al mondo il loro sdegno.
Un romanzo veloce, dinamico, portato avanti con un linguaggio semplice e diretto, che ci toglie il velo dagli occhi e ci mostra una realtà che fa male, ma proprio perché fa male ci resterà ancora più impressa.
LINK PER LEGGERE IN ORIGINALE: http://alberodellegocciole.blogspot.com/2011/10/recensione-un-raid-dritto-al-cuore-di.html